L’economista indiano e l’effettività di una società più equa

Che cos'è la giustizia? Come si correla con la vita dei singoli e con la della democrazia?
Queste alcune delle domande che attraversano “L'idea di Giustizia”: il nuovo libro di Amartya Sen pubblicato per Mondadori. 

Nel 1998 gli fu attribuito il premio Nobel per l'economia per aver introdotto la dimensione etica nella ricerca economica. Ora, con questo nuovo titolo, lo scrittore indiano proietta ancora una volta le sue idee di economista-filosofo nella dimensione fredda e matematica delle scienze economiche. Ne nasce un’indagine sulla giustizia che non si lascia ridurre a semplice ombra delle società in sviluppo; altrettanto errato sarebbe guardare alla giustizia come ideale perfetto destinato a rimanere fuori dalla portata umana. A queste prospettive distanti dalle istituzioni concrete, Amartya Sen contrappone la sua idea di giustizia centrata sull’analisi delle strutture sociali esistenti. In quest’ultima opera, infatti, il Nobel rende omaggio a John Rawls: il filosofo americano morto nel 2002, riconoscendone l’influenza sul pensiero politico contemporaneo ma, al tempo stesso, lo critica distaccandosi dal filone illuminista improntato sul "contratto sociale". L’indagine di Amartya Sen si affida al procedimento razionale, secondo il quale l’idea di giustizia “debba essere profondamente relazionata con la valutazione sistematica di come ridurre l'ingiustizia nel mondo, piuttosto che essere incentrata solo su come potrebbe essere una ipotetica società perfettamente giusta”.
Valerio Russo

23/05/2010
 

-Articolo pubblicato su "Italia Sera" nell'inserto "TVG Campus"-

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