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- Pubblicato Domenica, 11 Dicembre 2011 20:25
La Ferita
Vaga come vuota orbita di spettro
il redivivo dei racconti assenti,
stretto nell’erratico dilemma
del medesimo quando si fa altro.
Come Ulisse ascoltare il cieco canto,
pensare: son forse io così distante?
E sotto cicatrici raccontate,
cercare il proprio nome e non trovarlo.
Sentir la paura solcar profonda
quella ferita tra uomo e passato.
Che vinca oppure perda è morte…
Morte per l’eroe dimenticato.
Valerio Russo
-Pubblicazione in antologia (Edizioni Cofine) ed attestato di merito al concorso Uniarts Scritture 2011-