Vaga come vuota orbita di spettro
il redivivo dei racconti assenti,
stretto nell’erratico dilemma
del medesimo quando si fa altro.

Come Ulisse ascoltare il cieco canto,
pensare: son forse io così distante?
E sotto cicatrici raccontate,
cercare il proprio nome e non trovarlo.

Sentir la paura solcar profonda
quella ferita tra uomo e passato.
Che vinca oppure perda è morte…
Morte per l’eroe dimenticato.

Valerio Russo


-Pubblicazione in antologia (Edizioni Cofine) ed attestato di merito al concorso Uniarts Scritture 2011-

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