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- Pubblicato Martedì, 29 Novembre 2011 11:08
IL BOTTINO DI GUERRA
Un primo sussulto, come se il mondo venisse sollevato da un titano tornato alla ribalta. Poi la scossa definitiva, ed il nostro protagonista cadde giù, rotolò a lungo e precipitò ancora…
Quando si riprese non era più nel suo mondo: tutt’attorno una moltitudine di uomini che avevano lo stesso colore delle loro divise; tanti musi lunghi dai lineamenti duri.
In quel momento, uno dei tanti con cui si trovò spalla a spalla domandò bruscamente: «Hey tu, da che parte stai?».
L'omino lo osservò perplesso e quello precisò: «Qual è il tuo colore?»
Il piccolo personaggio si guardò: era coperto di polvere dalla testa ai piedi. Nessun colore, solo polvere.
«Azione! Azione!» esclamò il soldato. «Prendi questo e fanne buon uso!» e così dicendo gli calcò un pesante fucile tra le mani.
Il nostro interprete aprì la bocca sgomento, ma non fece in tempo a proferire parola che quel mondo si trasformò in un inferno di spari e capriole…
Fuggendo da quel delirio dove tutti colpivano tutti, la sua unica speranza fu quella di rifugiarsi in un angolo d’ombra. Era scosso dalla paura e le mille bocche del buio sembravano amplificare il tremore dei suoi denti.
C'era qualcos' altro, qualcuno lì con lui...Trattenne il respiro finché gli occhi si abituarono all'oscurità. Poi vide…
Proprio lì avevano trovato riparo due soldati: le divise contrastanti, eppure vicini ed entrambi disarmati.
Il suo arrivo li aveva atterriti, tanto che i due se ne stavano tutti tremanti con le mani alzate. Quando ecco videro l'omino fare una cosa bizzarra: d'improvviso anche lui aveva alzato le braccia al cielo. «Evviva il Santo Natale!» esclamò.
I soldati non capivano bene cosa stesse facendo. «Sì, bene. Qual è la tua tattica amico?» proruppe uno dei due, «pace simulata e poi coltello alla gola?» e subito alzò le mani in posizione di guardia. «Oppure è il vecchio trucco della bomba a mano, eh? O forse stai per…»
«Aspetta Fred!» lo interruppe di colpo l’altro. «Non lo vedi? Non è un militare.»
«Jonny, ha una sacca. La vedi la sacca? Sono sicuro che lì dentro c’è nascosta una maschera a gas! E` il vecchio trucco…»
«E basta, Fred!» disse deciso il compagno, «e se anche fosse? cosa potremmo fare io e te? Battere in ritirata è l’unica cosa che sappiamo fare!»
Fred si fece da parte rassegnato, lasciando l’amico faccia a faccia col nuovo arrivato.
«Tu…tu non sei di qui, vero?» domandò Jonny.
Il suo interlocutore scosse il capo.
«Allora sei arrivato con la frana di poco fa…» osservò il soldato.
L’omino annuì silenzioso, come se stesse ripercorrendo l’avvenimento. Poi sistemò la sua bisaccia, guardò in alto e rispose con la voce della memoria: «Io vengo dal mondo della Stella».
Entrambi i soldati rimasero colpiti da quella risposta. La parola “stella” li scaldava, quasi carezzando i loro sogni. Ogni pensiero era rivolto a quello spettacolo che riusciva a rischiarare un mondo intero, senza che nessun ordigno fosse fatto brillare. Nessun fragore, solo un accordo baluginante.
Tuttavia la quiete durò poco, la compagnia venne subito interrotta da un nuovo fragore di fucili. Fuori la guerra stava proseguendo incessante e le due fazioni avevano ora un oggetto del contendere: una pecorella.
«Siamo noi quelli che l’hanno trovata sul luogo della frana…» dicevano alcuni. «Niente affatto, è nostro bottino di guerra!» rispondevano i loro avversari.
Fu in quel momento che il nostro protagonista si precipitò come un forsennato in mezzo ai due fuochi: «Lasciatela per l’amor del cielo!», e subito l’ometto gettò il fucile prendendo la pecorella impaurita sulle sue spalle.
«Uccidete quest’intruso!» comandò il caporal-verde. «Pronti a fare fuoco!» ordinò il tenente-cachi.
I soldati armarono i fucili…
«Fermi tutti!» si udì di colpo, ed i due disertori si frapposero fra l’omino e la guerra. Le carabine parvero esitare di fronte a quelle due divise, unite per la stessa causa.
Un pesante e fragile silenzio di dita tese sui grilletti ronzò nell’aria…
Fu in quel preciso istante che tutto iniziò a tremare. Una scossa molto più forte della prima, come un terremoto destatosi all’improvviso. I soldati presero a fuggire ovunque mescolandosi fra loro, mentre le interiora del mondo venivano letteralmente scavate…
«Ma guarda un po' in quale scatolone si era andato a cacciare…»
Allora Hugo separò i soldatini cachi da quelli verdi ed esclamò vittorioso: «Mamma, ho trovato il pastorello!»
Valerio Russo
-Racconto scritto per l'iniziativa del Corriere della Sera: "Scopri il Dickens che c'è in te"-